Saturday, September 30, 2006
Un paio di fotografie (ancora Grecia 2006)
Thursday, September 28, 2006
Come io faccio i fiocchi

Questo procedimento soddisfa due esigenze:
1) Impedire al fiocco di staccarsi dal suo supporto (cosa che la colla - soprattutto se non usate una pistola per la colla calda - non sempre garantisce);
2) Ottenere un bel fiocco, con le sue code (o nappine) composte (seguendo il procedimento tradizionale 4 volte su 5 le code vanno dove vogliono).
da quando l'ho imparato, ho abbandonato il metodo tradizionale.
Credo che le 8 fotografie mostrino tutti i passaggi in modo chiaro, aggiungo in ogni caso una descrizione del procedimento.
Con una foratrice da ufficio, fare due fori sul supporto in cartoncino, ad una distanza, l'uno dall'altro, che risulti essere congrua rispetto all'altezza del nastro e alla dimensione del supporto (nella foto 1, la distanza è di 2 cm, su un supporto largo 16 cm, impiegando un nastro alto 1,5 cm);
Tagliare un pezzetto di nastro (nella foto 2, il nastro misura 12 cm);
Inserire il nastro nei due fori (foto 3);
Serrare il nastro con un nodo (foto 4);
Tagliare un altro pezzetto di nastro, leggermente più corto del precedente e chiuderlo fissando le due estremità con un pezzetto di nastro biadesivo, in modo da ottenere un anello (foto 5);
Posizionare l'anello al centro del nodo (foto 6);
Fare un altro nodo, stretto stretto, che impedisca all'anello di "scappare" (foto 7);
Comporre le code in modo grazioso, il fiocco è pronto (foto 8).
Potete utilizzare questo procedimento anche per i fiocchi dei pacchetti regalo, tralasciando i passaggi relativi alla foratura del supporto, in pratica dopo aver avvolto il nastro attorno al pacchetto formando la classica "croce", oppure le due diagonali, o quello che la vostra fantasia vi suggerisce, e fissato il nastro con un nodo, utilizzerete i due capi in accesso per fissare l'altro pezzo di nastro che avrete tagliato a parte (passaggio 5 del procedimento).
Ora torno ai miei fiocchi perchè tra far le foto, elaborarle e scrivere il post, la produzione ha subito una battuta d'arresto non indifferente...
Wednesday, September 27, 2006
Il sito di Diana
Vi invito a dare un'occhiata al suo sito, utilizzando il link a destra; in esso troverete moltissimi progetti di architettura e decorazione che testimoniano il modo di lavorare di Diana e dei suoi collaboratori e la creatività e la passione che "mettono in ogni tratto", nonchè, se necessitate della consulenza di un architetto, arredatore o designer, o se semplicemente state cercando "qualcosa di speciale" per voi o da regalare, a contattarla.
Lavori in corso
Album Grecia 2006


Album Creta 2003






Quindi ho cercato nei vecchi Topolini (e ritagliato) vignette raffiguranti Paperino & Co. intenti a fare qualcosa che noi stessi avevamo fatto: Paperino che si precipita giù dalle scale con una valigia in mano e poi prende un trenino (il Malpensa Express) al volo, i nipotini e Zio Paperone al museo archeologico…
Il risultato è secondo me sorprendente: le vignette sembrano esser state disegnate apposta per l’album e io non mi stanco mai di sfogliarlo!
Nota sulla mia creatività
In questo momento sono più portata verso lo scrapbooking, immagino quindi che vorrò parlarne spesso. Non potendo creare una vera e proprio sezione dedicata allo scrapbooking (essendo un blog prevale l'ordine cronologico non quello tematico), ma volendo comunque rendere tutti i post dedicati allo scrapbooking rintracciabili facilmente (i titoli dei post possono essere ingannevoli), farò così: il titolo sarà uno solo "Giulia a tutto scrap" seguito da una cifra che identificherà il numero della "puntata" (come se fosse un telefilm), e, se lo spazio me lo consente, altrimenti lo scriverò direttamente nel testo, dal tema trattato nello specifico. Proviamo?
Tuesday, September 26, 2006
Il decoupage
“Non rompete le scatole… (…riciclatele!)”
Collezione di scatole recuperate e fatte rinascere a nuova vita.
Questa scatola destinata alla distruzione, è stata recuperata e decorata e può ora vivere una sua seconda vita, iniziando così un circolo virtuoso, nel rispetto di tutte le risorse del mondo.
Eccone due...
Queste scatole sono state decorate impiegando autentica carta per origami (acquistata in Giappone, durante il viaggio di nozze!!!); sono particolarmente affezionata a queste creazioni (in tutto si trattava di un gruppo di cinque scatole), per l'originalità dell'idea che coniuga due mie passioni: quella per gli hobbies creativi e quella per il Giappone), le ho cedute ad una vendita di beneficenza la scorsa primavera, chissà che fine hanno fatto...
...ed eccone altre tre...
la prima, decorata con soggetto natalizio è parcheggiata in attesa del prossimo Natale, la seconda e la terza sono già state donate, contenendo, rispettivamente, cioccolatini e un abitino da neonato.



Monday, September 25, 2006
La produzione di biglietti augurali (card making)
Io li faccio da secoli. Ed è un’attività che mi diverte e mi rilassa molto. In essa è possibile combinare moltissime tecniche creative: dal decoupage, allo stamping (la timbratura artistica), dalla filigrana di carta (paper quilling), all'origami (l'arte giapponese di piegare la carta per ottenere figure - spesso fiori o animali - tridimensionali, da oru = piegare + kami = carta).
Quando una collega, guardando i primi esemplari prodotti per la collezione Natale 2003 mi ha detto “ma tu hai sbagliato lavoro…”, io, sperando che non intendesse dire che ero una pessima assistente alla direzione commerciale, ho pensato di aver trovato la mia strada…






Nota tecnica:
Nei due biglietti natalizi “Auguri dalla Savana” e “Auguri dall’Antartide” le sagome degli animali(leone e pinguino) sono “sollevate” (cioè spessorate) per mezzo di feltrini (quelli che si usano sotto le gambe delle sedie per non far rumore).
Purtroppo solo recentemente - vale a dire da quando ho ricevuto in regalo una macchina fotografica digitale - ho iniziato a fotografare la mia produzione. Di tutti i biglietti realizzati in precedenza, e sono tantissimi, non ho alcuna immagine (eccezion fatta per quelli incollati nel catalogo - come quelli natalizi che ho accluso ora).
Se desiderate suggerimenti o informazioni in merito a quest'attività, non esitate a contattarmi!! (vale per tutti gli argomenti, certo, ma qui mi sento particolarmente a mio agio...).
Lo scrapbooking
A differenza del decoupage, lo scrapbooking ho iniziato a farlo quando non sapevo si chiamasse così: negli album di fotografie, oltre alle fotografie conservavo i “ricordini” pertinenti (avrei poi appreso che tali ricordini sono chiamati “memorabilia” dagli scrappers): la carta d’imbarco del volo che mi aveva portato in quel posto (se era un album di una vacanza), il biglietto d’ingresso di un museo, l’etichetta del vaso di miele acquistato proprio li… ecc. ecc. recentemente è scoppiato il boom dello scrapbooking!!!
Io ho una mia filosofia, che non vuole essere una teorizzazione dello scrapbooking, bensì, appunto, il mio modo d’intendere quest’attività creativa.
Amo profondamente la fotografia.
Quest’affermazione lapidaria, giustifica le mie scelte. Ad esempio:
1) La selezione delle fotografie e la tecnica fotografica vengono prima di ogni altra cosa.
Per questo motivo, tra “scrappare” una foto che non mi convince, e rinunciare ad avere nell’album una foto che testimoni “quel momento”, perché non ho a disposizione foto migliori, scelgo sicuramente la seconda via.
Alle superiori il vostro diario era il più ammirato per la ricchezza dei ricordini che incollavate?
Probabilmente sarete meno critiche nella scelta delle foto, in quanto la voglia di preservare i ricordi, per voi è più importante della tecnica fotografica.
2) Le fotografie devono rimanere protagoniste e non essere sommerse da tags e elementi decorativi vari; discorso a parte invece per i memorabilia autentici: cerco sempre di portarne a casa e di riservar loro una collocazione consona nel layout della pagina, in relazione alle foto presenti nella medesima pagina, sono loro, insieme alle fotografie, a rendere veramente “mio” l’album, non gli embellishments che chiunque può acquistare identici.
Allenare la creatività con le (poche!) cose che ho è un esercizio estremamente stimolante. La mia fustella a forma di stella, per esempio, mi è molto utile a natale per la produzione di bigliettini augurali (della creazione di biglietti augurali parlerò tra poco in un altro post) (ed è per questo motivo che l’avevo acquistata), in estate, invece, taglio il cartoncino rosso ed ecco una bellissima stella marina, perfetta per decorare le foto in spiaggia!!
Questa è la sfida dello scrapbooking: acquistare solo 1 o 2 cose per ogni album, ad esempio per l’album Grecia 2006, mi sono concessa una pagina di lettere dell’alfabeto adesive, per i titoli più importanti e una bustina di decorazioni con soggetti marini. Vorrei mostrarvi la copertina, ma ora il blogger non collabora e non riesco ad allegare le immagini... quindi proseguo con "la teoria" e appena riesco dedico un post - con immagini - all'album in questione.
So che molti scrappers agiscono in questo modo: confezionano un album per ogni anno solare e all’interno dedicano un paio di pagine ad ogni evento (il Natale, le vacanze estive, il compleanno, ecc.) io invece quando mi accingo a “fare” un album, ad esempio al ritorno da una vacanza, decido se sarà un album scrap oppure no. O tutto o niente. E questo modus riflette il mio modo di essere…
La mia creatività
Perchè questo nome
Pensa e ripensa, idee zero.
A un certo punto la musa ha parlato: avete presente le tazze per la colazione con i nomi che si acquistano nei negozi di souvenir??? Alcune edizioni a ogni nome abbinano un aggettivo lasciando intendere che tutte le persone che si chiamano in quel modo hanno quel pregio (immagino i difetti siano banditi, v’immaginate “XYZ il cafone”, “ZYX la maleducata” ??!!??); io ne ho una, acquistata in Svizzera, che recita “Julia die Funkelnde”, Giulia la scintillante, appunto.
La persona che era con me al momento dell’acquisto ha detto che era un abbinamento veramente azzeccato. Alla fine mi è parso un bel nome per il blog. Anche se in questo momento il numero delle scintille è un po’ ridotto.
Perchè questo blog
La mia condizione (chi mi conosce, sa di cosa si tratta, chi non mi conosce, sarà felice di sapere che non fornirò dettagli medici…) mi costringe al riposo forzato: letto-divano-poltrona (il concedo di maternità è stato preceduto da alcune settimane di malattia, per cui sono a casa da fine agosto), unica uscita concessa, quella per recarmi al corso pre-parto.
Il blog è un modo per sentirmi meno sola, in un momento in cui essere malinconici non fa bene, un’opportunità per stare in contatto con gli amici o conoscerne di nuovi, mettendo al tempo stesso ordine tra le mie cose. Spero di poterlo aggiornare spesso, per il momento inserirò soprattutto testi e fotografie relativi alle mie produzioni creative, con la nascita del bimbo, credo che avrò voglia di raccontare qualcosa di lui e di me nel nuovo ruolo di mamma. Ma forse non avrò tempo di raccontare nulla… chissà… forse questo blog ha i giorni contati… non riesco a valutare bene l’impatto che l’arrivo del bimbo avrà nella mia vita.
Chi sono, seconda parte
Ho sempre cercato di “riempirlo” con attività stimolanti, capaci di mettermi in comunicazione con altre persone.
Negli anni 1998-1999, ho collaborato con la rivista australiana “What’s New in Italy (and the Rest of Europe)” scrivendo articoli sulle manifestazioni culturali in Italia, in lingua inglese.
Il richiamo della creatività non tarda a farsi sentire… negli ultimi anni, ho frequentato diversi corsi e, declinando le tecniche creative apprese, anche mescolate tra loro, in applicazioni sempre nuove, ho sorpreso amici e parenti creando un po’ di tutto: album dove conservo le fotografie, menù (che quando abitavo da sola ero solita appendere alla porta d’ingresso del mio appartamento quando invitavo gli amici a cena, fingendo di essere la proprietaria/cuoca di un rinomato ristorante), biglietti di auguri, ecc., il mio estro creativo ama infatti essere stimolato (e sfidato) dall’incontro con persone capaci di chiedere, abbondata la timidezza inizio quindi a mostrare i miei lavori, destinati a riscuotere un certo consenso.
Ho viaggiato molto, in Italia, in Europa e in Giappone, paese che considero la mia seconda patria, dove ho molti cari amici. I viaggi e gli incontri si sono spesso tradotti in opportunità e stimolo, a loro volta concretizzatisi in produzioni che s’ispirano a paesi e popoli diversi (come le scatole decorate impiegando autentiche carte per origami, stampate con fantasie che ricordano le stoffe dei più preziosi kimono giapponesi).
La voglia di comunicare
L’amore per le lingue straniere e la passione per le tecniche creative sono in realtà espressioni diverse di un solo grande desiderio: quello di accorciare le distanze che separano persone appartenenti ad etnie, nazionalità o classi sociali differenti, o aventi background culturali molto diversi, attraverso l’adozione di linguaggi comuni e condivisibili, al di là di ogni possibile barriera linguistica o culturale. Amo profondamente la buona cucina: sia prepararla (vale a dire cucinare), sia gustarla (vale a dire mangiare) e credo che anche questo "amore" possa essere ascritto tra le espressioni del mio desiderio di accorciare le distanze che ci seperano: non è forse vero che a tavola le distanze si fanno più brevi?? Anche il mio interesse più recente, il canto (dopo aver frequentato il corso propedeutico di coralità e vocalità de “I Civici Cori” della città di Milano, dal 1999 al 2004 ho infatti cantato nel gruppo Palestrina dei medesimi cori, come soprano) è espressione di tale “voglia di comunicare” in un mondo senza confini.
Chi sono, prima parte

Mi chiamo Giulia, sono nata l’11 dicembre 1968 a Milano, città che amo e dove tuttora risiedo, con mio marito Alessandro, sposato nella primavera 2005, creo e lavoro (in una casa farmaceutica).
Gli studi
Fin da piccola ho dimostrato di amare particolarmente pasticciare con carte colorate, pennarelli, forbici e colla; l’apparente mancanza di talento artistico, vale a dire l’incapacità di disegnare a mano libera, mi ha portato tuttavia a compiere scelte che sembravano allontanarmi dalla creatività: nel luglio 1987 ho conseguito il diploma di Perito Aziendale e Corrispondete in Lingue Estere e nel giugno 1992 il diploma universitario dell’Is.M.E.O., ora Is.I.A.O., in lingua e cultura giapponese, al termine del corso triennale, serale. Nell’estate del 1992, a Tokyo, ho frequentato il corso di storia (The Development of Japanese Civilization) e quello di teatro (Topics in Japanese Literature: Theatre) della Summer Session of Asian Studies, presso la Sophia University. Durante l’anno accademico 1994-1995 ho perfezionato la mia conoscenza della lingua tedesca frequentando un corso avanzato presso il Deutsch-Institut a Milano.
Il lavoro
Nel frattempo, era il lontano 1988, sono stata assunta da un’importante azienda leader nelle forniture di strumentazione scientifica, dove, attribuendo al lavoro il valore di strumento diretto di realizzazione, ho lavorato con impegno fino al 1995, ottenendo importanti soddisfazioni professionali. Si susseguono altri impieghi, fino all’ottobre 2001, allorquando entro in contatto con la piccola casa farmaceutica, presso la quale lavoro tuttora, in qualità di assistente alla Direzione Commerciale.


