Saturday, September 30, 2006

Un paio di fotografie (ancora Grecia 2006)



Avevo voglia di scrivere, ma non avevo un'idea precisa... quindi ho pensato di inserire due fotografie che mostrano due situazioni tipiche dello scrapbooking: un LO dove è presente un pezzo di journaling importante e un LO privo di fotografie, ma ricco di memorabilia.
Nel primo LO, l'inserimento di un pezzo di journaling di dimensione notevole, è reso possibile dal formato della foto, che essendo verticale (mentre le pagine sono orizzontali), lascia un ampio spazio libero. Non è detto che chi sfoglia l'album debba necessariamente leggere tutti i testi, ma la loro presenza rende il ritmo dell'album più piacevole, soprattutto negli album costituiti da molte pagine e se si riesce a creare una certa armonia tra fotografie e testi.
Nel secondo LO, poichè nella pagina alla sua sinistra (non visualizzata), c'è una fotografia che mostra due persone (Alessandro ed io) a cena in una tavena greca, ho pensato di concentrare una serie di memorabilia sul tema enogastronomico: il biglietto da visita del miglior ristorante del posto, due immagini di bottiglie del vino locale, ritagliate, utilizzando la sagoma ovale del template, da un prospetto dell'azienda di promozione turistica e la descrizione della coppa di Pitagora; il breve testo scritto a mano libera crea un legame tra tutti gli elementi presenti, mentre il timbro con il grappolo d'uva conferisce alla pagina un tocco più sbarazzino.

Thursday, September 28, 2006

Come io faccio i fiocchi


Come anticipatovi in altro post della serie "Giulia a tutto scrap", mi è venuta voglia di raccontare e mostrare come io realizzo i fiocchi in nastro, anche curiosa di sapere quanti fanno come me (non ho nessuna intenzione di utilizzare il mio blog per "dare lezioni" considerate questo post una eccezione... o un incidente di percorso se preferite!!).
Questo procedimento soddisfa due esigenze:
1) Impedire al fiocco di staccarsi dal suo supporto (cosa che la colla - soprattutto se non usate una pistola per la colla calda - non sempre garantisce);
2) Ottenere un bel fiocco, con le sue code (o nappine) composte (seguendo il procedimento tradizionale 4 volte su 5 le code vanno dove vogliono).
da quando l'ho imparato, ho abbandonato il metodo tradizionale.

Credo che le 8 fotografie mostrino tutti i passaggi in modo chiaro, aggiungo in ogni caso una descrizione del procedimento.

Con una foratrice da ufficio, fare due fori sul supporto in cartoncino, ad una distanza, l'uno dall'altro, che risulti essere congrua rispetto all'altezza del nastro e alla dimensione del supporto (nella foto 1, la distanza è di 2 cm, su un supporto largo 16 cm, impiegando un nastro alto 1,5 cm);
Tagliare un pezzetto di nastro (nella foto 2, il nastro misura 12 cm);
Inserire il nastro nei due fori (foto 3);
Serrare il nastro con un nodo (foto 4);
Tagliare un altro pezzetto di nastro, leggermente più corto del precedente e chiuderlo fissando le due estremità con un pezzetto di nastro biadesivo, in modo da ottenere un anello (foto 5);
Posizionare l'anello al centro del nodo (foto 6);
Fare un altro nodo, stretto stretto, che impedisca all'anello di "scappare" (foto 7);
Comporre le code in modo grazioso, il fiocco è pronto (foto 8).

Potete utilizzare questo procedimento anche per i fiocchi dei pacchetti regalo, tralasciando i passaggi relativi alla foratura del supporto, in pratica dopo aver avvolto il nastro attorno al pacchetto formando la classica "croce", oppure le due diagonali, o quello che la vostra fantasia vi suggerisce, e fissato il nastro con un nodo, utilizzerete i due capi in accesso per fissare l'altro pezzo di nastro che avrete tagliato a parte (passaggio 5 del procedimento).

Ora torno ai miei fiocchi perchè tra far le foto, elaborarle e scrivere il post, la produzione ha subito una battuta d'arresto non indifferente...


Wednesday, September 27, 2006

Il sito di Diana

Nell'elenco dei links - molto breve attualmente - c'è un link che conduce al sito di Diana.
Il sito e la sua ideatrice meritano due righe da parte mia.
Diana è Diana Crialesi, una mia carissima amica, architetto, arredatrice e decoratrice, che abita a Roma. E' dotata di un talento artistico fuori dal comune, talento che la sua modestia, autentica, e la sua professionalità, totale e incondizionata, rendono ancor più unico.
Il sito Archideeonline è la vetrina virtuale del suo laboratorio reale, situato a Roviano (Roma).
Vi invito a dare un'occhiata al suo sito, utilizzando il link a destra; in esso troverete moltissimi progetti di architettura e decorazione che testimoniano il modo di lavorare di Diana e dei suoi collaboratori e la creatività e la passione che "mettono in ogni tratto", nonchè, se necessitate della consulenza di un architetto, arredatore o designer, o se semplicemente state cercando "qualcosa di speciale" per voi o da regalare, a contattarla.

Lavori in corso

I lavori in corso sono quelli relativi alla produzione dei bigliettini (una trentina, credo), che annunceranno la nascita di Pimpy (avrà un nome serio, prometto!). Vorrei aspettare, per scaramanzia, ma mi rendo conto che farli dopo la nascita sarebbe un problema.
Quindi preparo "le basi" per poi ultimarli, aggiungendo anche le scritte, a evento avvenuto.
Ieri ho ritagliato i cartoncini per la parte frontale, oggi faccio i fiocchi, utilizzando il nastrino a quadrettini bianchi e azzurri.
A proposito di fiocchi, io seguo un procedimento un po' particolare, appreso durante uno stage sui pacchetti di Natale. Non so quanti conoscano e applichino questo procedimento, il tempo che s'impiega è triplo, ma il risultato che si ottiene è molto molto molto migliore, ne vale la pena.
Quasi quasi documento le diverse fasi con la mia macchina digitale e poi creo un post sui fiocchi... cosa ne dite?

Album Grecia 2006



E' stata proprio la produzione di quest’album (54 pagine, tutte scrappate + la copertina + la rilegatura) a tenermi grande compagnia nel mese di settembre a seguito della “messa a riposo” repentina. Tra l'altro si trattava di documentare una vacanza bellissima.
Ho utilizzato il “kit crea album”, ma non i suoi elementi decorativi per la copertina, ho infatti preferito realizzare la copertina secondo una mia idea originale (le onde sovrapposte - vedere foto in alto), già utilizzata pochi giorni prima per un bigliettino (quello destinato a Daniela - c'è una foto nel post dedicato alla produzione di bigliettini).
I fogli erano 20 (x 2 = 40 pagine), poche per le fotografie selezionate, per cui ho prodotto altri 7 fogli (x 2 = 14 pagine) 3 in colore blu per le tre copertine dei capitoli delle 3 località (Rodi, Samos e Atene) (nella foto in alto quella di Samos), 2 in colore azzurro chiaro, 2 in colore turchese. Lo spazio utile per ogni pagina era di 21 x 18 cm, formato mooolto anomalo per lo scrapbooking, che mi ha costretto a scelte severe e spesso a mettere una sola fotografia per pagina, il bello dello scrapbooking è la creazione del layout, con una sola foto… sai che divertimento…, le 3 pagine seguenti mostrano come un “difetto” è diventato un pregio (non esiste una pagina uguale ad un'altra):
E' stato un lavoraccio, ma credo che anche tra molti anni sfogliarlo mi riempirà di gioia.

Album Creta 2003








Sono molto affezionata a tale album anche perché documenta la prima vacanza estiva con Alessandro che poco meno di 2 anni più tardi sarebbe diventato mio marito. Non avendo immortalato alcuni momenti (es. il viaggio in aereo) ho deciso che in mancanza di foto con me, sarei stata sostituita da… Paperino!
Quindi ho cercato nei vecchi Topolini (e ritagliato) vignette raffiguranti Paperino & Co. intenti a fare qualcosa che noi stessi avevamo fatto: Paperino che si precipita giù dalle scale con una valigia in mano e poi prende un trenino (il Malpensa Express) al volo, i nipotini e Zio Paperone al museo archeologico…
Il risultato è secondo me sorprendente: le vignette sembrano esser state disegnate apposta per l’album e io non mi stanco mai di sfogliarlo!

Nota sulla mia creatività

Fin qui ho illustrato 3 (o meglio 2, se vogliamo considerare la produzione di biglietti augurali come una specializzazione dello scrapbooking) attività che considero "hobbies domestici", che possono essere praticati, in casa appunto, da soli o in compagnia (nel mio caso, la compagnia è spesso quella di mia sorella-gemella Sandra: ciao Sandra!!).

In questo momento sono più portata verso lo scrapbooking, immagino quindi che vorrò parlarne spesso. Non potendo creare una vera e proprio sezione dedicata allo scrapbooking (essendo un blog prevale l'ordine cronologico non quello tematico), ma volendo comunque rendere tutti i post dedicati allo scrapbooking rintracciabili facilmente (i titoli dei post possono essere ingannevoli), farò così: il titolo sarà uno solo "Giulia a tutto scrap" seguito da una cifra che identificherà il numero della "puntata" (come se fosse un telefilm), e, se lo spazio me lo consente, altrimenti lo scriverò direttamente nel testo, dal tema trattato nello specifico. Proviamo?

Tuesday, September 26, 2006

Il decoupage

Avrei dovuto pubblicare questo post, prima di quello dedicato allo scrapbooking, vogliate perdonare la distrazione e il conseguente errato ordine di pubblicazione che rende incongrui alcuni passaggi nei due testi...


Non sta a me dirvi cos’è, il mondo web trabocca di siti e forum sul tema. Io ho iniziato a decoupare - era l’estate… aspettate che conto… 2004 - perché lo facevano tutti, si lo so, non è una belle motivazione. Comunque mi sono appassionata e ho prodotto molto, sto parlando di quantità, non di qualità, quella lascia sempre a desiderare, i risultati sono infatti ancora modesti, perché ho sempre fretta (grande nemica del decoupage!!), non carteggio a dovere, ecc. ecc. Ma mi rilassa e mi diverte. Soprattutto quando (vale a dire 9 volte su 10) l’attività è legata al recupero di un oggetto altrimenti destinato ad essere gettato. Le scatole – quante scatole passano tra le nostre mani, prima di finire nella spazzatura??? – si prestano molto bene al recupero. Negli ultimi mesi ne ho recuperate e decoupate una ventina, se una scatola è destinata ad essere donata (normalmente contiene un vero regalo) è accompagnata da un bigliettino che recita:

“Non rompete le scatole… (…riciclatele!)”
Collezione di scatole recuperate e fatte rinascere a nuova vita.
Questa scatola destinata alla distruzione, è stata recuperata e decorata e può ora vivere una sua seconda vita, iniziando così un circolo virtuoso, nel rispetto di tutte le risorse del mondo.

Eccone due...

Queste scatole sono state decorate impiegando autentica carta per origami (acquistata in Giappone, durante il viaggio di nozze!!!); sono particolarmente affezionata a queste creazioni (in tutto si trattava di un gruppo di cinque scatole), per l'originalità dell'idea che coniuga due mie passioni: quella per gli hobbies creativi e quella per il Giappone), le ho cedute ad una vendita di beneficenza la scorsa primavera, chissà che fine hanno fatto...

...ed eccone altre tre...

la prima, decorata con soggetto natalizio è parcheggiata in attesa del prossimo Natale, la seconda e la terza sono già state donate, contenendo, rispettivamente, cioccolatini e un abitino da neonato.

...piaciute??
Passo e chiudo!

Monday, September 25, 2006

La produzione di biglietti augurali (card making)

Pare si tratti sempre scrapbooking, con un diverso complemento oggetto (i biglietti augurali, appunto, invece degli album dove conservare ricordi e fotografie).
Io li faccio da secoli. Ed è un’attività che mi diverte e mi rilassa molto. In essa è possibile combinare moltissime tecniche creative: dal decoupage, allo stamping (la timbratura artistica), dalla filigrana di carta (paper quilling), all'origami (l'arte giapponese di piegare la carta per ottenere figure - spesso fiori o animali - tridimensionali, da oru = piegare + kami = carta).
La "scoperta" di timbri e fustelle ha avuto un ruolo importantissimo e reso la produzione di biglietti augurali sistematica e codificata a partire dal Natale 2003: alla produzione di biglietti ho dato anche un nome “Un Sorso di Auguri by Giulia” e ho creato un catalogo/campionario per mostrare le diverse tipologie.
Quando una collega, guardando i primi esemplari prodotti per la collezione Natale 2003 mi ha detto “ma tu hai sbagliato lavoro…”, io, sperando che non intendesse dire che ero una pessima assistente alla direzione commerciale, ho pensato di aver trovato la mia strada…
Ora vi mostro alcuni biglietti, natalizi e per altre occasioni:



Nota tecnica:
Nei due biglietti natalizi “Auguri dalla Savana” e “Auguri dall’Antartide” le sagome degli animali(leone e pinguino) sono “sollevate” (cioè spessorate) per mezzo di feltrini (quelli che si usano sotto le gambe delle sedie per non far rumore).

Purtroppo solo recentemente - vale a dire da quando ho ricevuto in regalo una macchina fotografica digitale - ho iniziato a fotografare la mia produzione. Di tutti i biglietti realizzati in precedenza, e sono tantissimi, non ho alcuna immagine (eccezion fatta per quelli incollati nel catalogo - come quelli natalizi che ho accluso ora).

Se desiderate suggerimenti o informazioni in merito a quest'attività, non esitate a contattarmi!! (vale per tutti gli argomenti, certo, ma qui mi sento particolarmente a mio agio...).

Lo scrapbooking

Anche qui, come per il decoupage, non sta a me dirvi cos’è.
A differenza del decoupage, lo scrapbooking ho iniziato a farlo quando non sapevo si chiamasse così: negli album di fotografie, oltre alle fotografie conservavo i “ricordini” pertinenti (avrei poi appreso che tali ricordini sono chiamati “memorabilia” dagli scrappers): la carta d’imbarco del volo che mi aveva portato in quel posto (se era un album di una vacanza), il biglietto d’ingresso di un museo, l’etichetta del vaso di miele acquistato proprio li… ecc. ecc. recentemente è scoppiato il boom dello scrapbooking!!!

Io ho una mia filosofia, che non vuole essere una teorizzazione dello scrapbooking, bensì, appunto, il mio modo d’intendere quest’attività creativa.

Amo profondamente la fotografia.

Quest’affermazione lapidaria, giustifica le mie scelte. Ad esempio:

1) La selezione delle fotografie e la tecnica fotografica vengono prima di ogni altra cosa.
Per questo motivo, tra “scrappare” una foto che non mi convince, e rinunciare ad avere nell’album una foto che testimoni “quel momento”, perché non ho a disposizione foto migliori, scelgo sicuramente la seconda via.
Alle superiori il vostro diario era il più ammirato per la ricchezza dei ricordini che incollavate?
Probabilmente sarete meno critiche nella scelta delle foto, in quanto la voglia di preservare i ricordi, per voi è più importante della tecnica fotografica.

2) Le fotografie devono rimanere protagoniste e non essere sommerse da tags e elementi decorativi vari; discorso a parte invece per i memorabilia autentici: cerco sempre di portarne a casa e di riservar loro una collocazione consona nel layout della pagina, in relazione alle foto presenti nella medesima pagina, sono loro, insieme alle fotografie, a rendere veramente “mio” l’album, non gli embellishments che chiunque può acquistare identici.

Allenare la creatività con le (poche!) cose che ho è un esercizio estremamente stimolante. La mia fustella a forma di stella, per esempio, mi è molto utile a natale per la produzione di bigliettini augurali (della creazione di biglietti augurali parlerò tra poco in un altro post) (ed è per questo motivo che l’avevo acquistata), in estate, invece, taglio il cartoncino rosso ed ecco una bellissima stella marina, perfetta per decorare le foto in spiaggia!!

Questa è la sfida dello scrapbooking: acquistare solo 1 o 2 cose per ogni album, ad esempio per l’album Grecia 2006, mi sono concessa una pagina di lettere dell’alfabeto adesive, per i titoli più importanti e una bustina di decorazioni con soggetti marini. Vorrei mostrarvi la copertina, ma ora il blogger non collabora e non riesco ad allegare le immagini... quindi proseguo con "la teoria" e appena riesco dedico un post - con immagini - all'album in questione.

So che molti scrappers agiscono in questo modo: confezionano un album per ogni anno solare e all’interno dedicano un paio di pagine ad ogni evento (il Natale, le vacanze estive, il compleanno, ecc.) io invece quando mi accingo a “fare” un album, ad esempio al ritorno da una vacanza, decido se sarà un album scrap oppure no. O tutto o niente. E questo modus riflette il mio modo di essere…

La mia creatività

Ne ho parlato nel paragrafo “Chi sono”, ora approfondisco il tema, raccontandovi cosa creo e con quali tecniche, tramite l’inserimento di posts dedicati ai diversi hobbies creativi.

Perchè questo nome

Inventare un nome è cosa difficilissima!!!
Pensa e ripensa, idee zero.
A un certo punto la musa ha parlato: avete presente le tazze per la colazione con i nomi che si acquistano nei negozi di souvenir??? Alcune edizioni a ogni nome abbinano un aggettivo lasciando intendere che tutte le persone che si chiamano in quel modo hanno quel pregio (immagino i difetti siano banditi, v’immaginate “XYZ il cafone”, “ZYX la maleducata” ??!!??); io ne ho una, acquistata in Svizzera, che recita “Julia die Funkelnde”, Giulia la scintillante, appunto.
La persona che era con me al momento dell’acquisto ha detto che era un abbinamento veramente azzeccato. Alla fine mi è parso un bel nome per il blog. Anche se in questo momento il numero delle scintille è un po’ ridotto.

Perchè questo blog

Questo blog viene alla luce in un momento molto particolare della mia vita: Alessandro ed io aspettiamo il nostro primo figlio, sono all’8° mese di gravidanza.

La mia condizione (chi mi conosce, sa di cosa si tratta, chi non mi conosce, sarà felice di sapere che non fornirò dettagli medici…) mi costringe al riposo forzato: letto-divano-poltrona (il concedo di maternità è stato preceduto da alcune settimane di malattia, per cui sono a casa da fine agosto), unica uscita concessa, quella per recarmi al corso pre-parto.

Il blog è un modo per sentirmi meno sola, in un momento in cui essere malinconici non fa bene, un’opportunità per stare in contatto con gli amici o conoscerne di nuovi, mettendo al tempo stesso ordine tra le mie cose. Spero di poterlo aggiornare spesso, per il momento inserirò soprattutto testi e fotografie relativi alle mie produzioni creative, con la nascita del bimbo, credo che avrò voglia di raccontare qualcosa di lui e di me nel nuovo ruolo di mamma. Ma forse non avrò tempo di raccontare nulla… chissà… forse questo blog ha i giorni contati… non riesco a valutare bene l’impatto che l’arrivo del bimbo avrà nella mia vita.

Chi sono, seconda parte

Il tempo libero
Ho sempre cercato di “riempirlo” con attività stimolanti, capaci di mettermi in comunicazione con altre persone.

Negli anni 1998-1999, ho collaborato con la rivista australiana “What’s New in Italy (and the Rest of Europe)” scrivendo articoli sulle manifestazioni culturali in Italia, in lingua inglese.

Il richiamo della creatività non tarda a farsi sentire… negli ultimi anni, ho frequentato diversi corsi e, declinando le tecniche creative apprese, anche mescolate tra loro, in applicazioni sempre nuove, ho sorpreso amici e parenti creando un po’ di tutto: album dove conservo le fotografie, menù (che quando abitavo da sola ero solita appendere alla porta d’ingresso del mio appartamento quando invitavo gli amici a cena, fingendo di essere la proprietaria/cuoca di un rinomato ristorante), biglietti di auguri, ecc., il mio estro creativo ama infatti essere stimolato (e sfidato) dall’incontro con persone capaci di chiedere, abbondata la timidezza inizio quindi a mostrare i miei lavori, destinati a riscuotere un certo consenso.

Ho viaggiato molto, in Italia, in Europa e in Giappone, paese che considero la mia seconda patria, dove ho molti cari amici. I viaggi e gli incontri si sono spesso tradotti in opportunità e stimolo, a loro volta concretizzatisi in produzioni che s’ispirano a paesi e popoli diversi (come le scatole decorate impiegando autentiche carte per origami, stampate con fantasie che ricordano le stoffe dei più preziosi kimono giapponesi).

La voglia di comunicare
L’amore per le lingue straniere e la passione per le tecniche creative sono in realtà espressioni diverse di un solo grande desiderio: quello di accorciare le distanze che separano persone appartenenti ad etnie, nazionalità o classi sociali differenti, o aventi background culturali molto diversi, attraverso l’adozione di linguaggi comuni e condivisibili, al di là di ogni possibile barriera linguistica o culturale. Amo profondamente la buona cucina: sia prepararla (vale a dire cucinare), sia gustarla (vale a dire mangiare) e credo che anche questo "amore" possa essere ascritto tra le espressioni del mio desiderio di accorciare le distanze che ci seperano: non è forse vero che a tavola le distanze si fanno più brevi?? Anche il mio interesse più recente, il canto (dopo aver frequentato il corso propedeutico di coralità e vocalità de “I Civici Cori” della città di Milano, dal 1999 al 2004 ho infatti cantato nel gruppo Palestrina dei medesimi cori, come soprano) è espressione di tale “voglia di comunicare” in un mondo senza confini.

Chi sono, prima parte


Cenni anagrafici
Mi chiamo Giulia, sono nata l’11 dicembre 1968 a Milano, città che amo e dove tuttora risiedo, con mio marito Alessandro, sposato nella primavera 2005, creo e lavoro (in una casa farmaceutica).

Gli studi
Fin da piccola ho dimostrato di amare particolarmente pasticciare con carte colorate, pennarelli, forbici e colla; l’apparente mancanza di talento artistico, vale a dire l’incapacità di disegnare a mano libera, mi ha portato tuttavia a compiere scelte che sembravano allontanarmi dalla creatività: nel luglio 1987 ho conseguito il diploma di Perito Aziendale e Corrispondete in Lingue Estere e nel giugno 1992 il diploma universitario dell’Is.M.E.O., ora Is.I.A.O., in lingua e cultura giapponese, al termine del corso triennale, serale. Nell’estate del 1992, a Tokyo, ho frequentato il corso di storia (The Development of Japanese Civilization) e quello di teatro (Topics in Japanese Literature: Theatre) della Summer Session of Asian Studies, presso la Sophia University. Durante l’anno accademico 1994-1995 ho perfezionato la mia conoscenza della lingua tedesca frequentando un corso avanzato presso il Deutsch-Institut a Milano.

Il lavoro
Nel frattempo, era il lontano 1988, sono stata assunta da un’importante azienda leader nelle forniture di strumentazione scientifica, dove, attribuendo al lavoro il valore di strumento diretto di realizzazione, ho lavorato con impegno fino al 1995, ottenendo importanti soddisfazioni professionali. Si susseguono altri impieghi, fino all’ottobre 2001, allorquando entro in contatto con la piccola casa farmaceutica, presso la quale lavoro tuttora, in qualità di assistente alla Direzione Commerciale.