Ho letto nel blog di una scrapper mia omonima - credo sia di Roma però... beata lei! - alcune considerazioni sul fatto di avere un blog, come impostarlo, cosa scrivere ecc. ecc. Tutte le persone che hanno commentato il post sono concordi nel ritenere che ogni autore debba sentirsi libero di riempirlo come pare e piace anche cambiando rotta lungo la strada. Effettivamente penso che un blog soddisfi un bisogno personale che molti hanno, quello di scrivere, se poi quanto scritto viene letto, apprezzato e commentato da altri, be' tanto meglio, anzi diciamolo pure che farebbe proprio piacere - visto quanto scarseggiano i commenti nel mio blog (ma se non sei inserita in certi "giri" è difficile che la gente venga a trovarti e le mie amiche "reali" non amano nè i blog nè lo scrapbooking). Ma non è il numero di commenti a farti decidere di continuare o smettere, non nel mio caso, io scrivo perchè ho bisogno di fare ordine nei miei pensieri e anche mostrare i miei lavori è un modo per fare ordine, non tanto per chiedere apprezzamenti...
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Friday, June 08, 2007
Saturday, June 02, 2007
Inserimento foto e modifica profilo
Ciao!
Finalmente ho avuto il tempo e l'ispirazione per selezionare una mia fotografia (di recenti ne ho veramente poche perchè mio marito preferisce fotografare le cose che vediamo, non chi è con lui) dalla quale ricavare un ritratto decente, da inserire nel profilo del mio blog. La vedete nella cornice. E' stata scattata domenica 13 maggio in occasione del battesimo di Giovanni. Mi piace perchè non sono in posa (non sapevo di essere ripresa da Giuliano) e perchè - e non capita mai!! - sono "in ordine" vale a dire truccata, pettinata, ben vestita...
La foto intera è ancora più bella: ho in braccio Giovanni che sebbene inconsapevole guarda verso l'obiettivo. L'ho già incorniciata e messa su un ripiano della libreria (a proposito, recentemente sono stata a casa di una ragazza che sui ripiani della libreria ha tantissimi - credo almeno una ventina - portaritratti, vorrei fare altrettanto, per il momento ne abbiamo messi solo tre, ma il posto non manca).
Con l'occasione ho aggiunto qualche informazione al mio profilo.
Buon week-end!
Monday, May 21, 2007
Taggata (2)!
Con riferimento al precedente post, mentre Giovanni gioca anzi si rotola sul tappetone, dopo un sonnellino e in attesa di un giretto, ecco a voi le 7 cose che non sapete di me. Hanno un comun denominatore, riguardano tutte i miei odi:
1) Detesto indossare abiti senza maniche, top, canottiere o cose simili;
2) A scuola ero la prima della classe ma odiavo l'ora di educazione fisica (così come ora sto alla larga da tutte le palestre);
3) Non mi piace (e non mangio) il pesce (questa però è cosa nota);
4) Non amo (diciamo così che è più soft di "odio") le passeggiate in montagna (pur essendo valtellinese);
5) Odio farmi prelevare il sangue (questa mi viene in mente perchè mi sono sottoposta ad un prelievo giusto questa mattina) e fare le iniezioni;
6) Non mi piace andare al ristorante senza aver prenotato, andare a un concerto dove non assegnano i posti numerati, partire per una località senza aver prenotato l'albergo ecc. ecc.;
7) Detesto (e non guardo) i film dell'orrore in tutte le varianti.
Ringrazio Monica per l'opportunità ma non so chi taggare a mia volta perchè non so bene chi frequenta il mio blog e le poche persone che avevo in mente vedo che sono già state taggate nei giorni scorsi...
1) Detesto indossare abiti senza maniche, top, canottiere o cose simili;
2) A scuola ero la prima della classe ma odiavo l'ora di educazione fisica (così come ora sto alla larga da tutte le palestre);
3) Non mi piace (e non mangio) il pesce (questa però è cosa nota);
4) Non amo (diciamo così che è più soft di "odio") le passeggiate in montagna (pur essendo valtellinese);
5) Odio farmi prelevare il sangue (questa mi viene in mente perchè mi sono sottoposta ad un prelievo giusto questa mattina) e fare le iniezioni;
6) Non mi piace andare al ristorante senza aver prenotato, andare a un concerto dove non assegnano i posti numerati, partire per una località senza aver prenotato l'albergo ecc. ecc.;
7) Detesto (e non guardo) i film dell'orrore in tutte le varianti.
Ringrazio Monica per l'opportunità ma non so chi taggare a mia volta perchè non so bene chi frequenta il mio blog e le poche persone che avevo in mente vedo che sono già state taggate nei giorni scorsi...
Taggata!
Da Monica, che mi chiede di raccontare 7 cose su di me, ignote ai più... è molto difficile trovarne ben 7 perchè sono poco riservata e quindi "tutti sanno tutto"... mica posso scrivere cose come "adoro il mare" oppure "ho studiato giapponese", che lo sanno anche i sassi!!!
Facciamo così ci penso un attimo e poi mi collego nuovamente. Se siete curiosi tornate a trovarmi.
Borsa per hobbista

La storia di questa borsa inizia in un altro blog, quello di Beba, che v'invito a consultare (c'è anche un mio commento al post dedicato alla Tote Beba). Riassumendo: anche io come molte hobbiste/scrappers sentivo la necessità di una borsa porta-tutto, quelle appositamente concepite e messe in vendita per noi, e in particolare la Tote, sono però molto costose. Beba scopre che esiste una borsa per elettricisti che con le sue molte tasche è perfetta per noi e dopo averla acquistata e personalizzata la mostra nel suo blog che io frequento. La borsa è in vendita al Mercatone Uno, troppo scomodo per me, purtroppo.
Consultando il portale del Mercatone Uno, scopro, con mia somma gioia, che ce n'è uno a Legnano!!! Perchè gioire?? Ma perchè, Elisabetta, mia carissima amica, lavora a Legnano!!!
Le chiedo quindi se può acquistarla per me e lei accetta volentieri. Sabato sera sono quindi entrata in possesso della borsa. E' bellissima e più capiente di come l'avevo immaginata. Essendo molto solida diventa anche molto pesante, una volta riempita.
Ieri l'ho personalizzata, ho deciso di non utilizzare abbellimenti scrap attuali, bensì reperti archeologici della mia adolescenza quando (negli anni '80) alla borsa (di cuoio) attaccavamo di tutto. Ho anche attaccato una paio di spille (quelle tonde piccole) che portavo sul giubbino di jeans e la spilla a forma di giraffa regalatami da Sandra per il mio 8° compleanno, che però non si vedono nella fotografia, dove invece sono ritratti i guanti peruviani acquistati alla Fiera Campionaria, appuntamento imperdibile della mia adolescenza e la toppa a forma di casetta con la scritta hand made, che avevo fatto cucire su uno zainetto per coprire una macchia (lo zainetto l'ho buttato da tempo, ma prima ho scucito la toppa). Non manca il mio nome, scritto all'interno di un cuore che era parte di un campanaccio da mucca, souvenir di una gita in montagna.
Questa borsa risolve un grosso problema, non tanto quello di trasportare gli utensili (visto che non frequento meeting difficilmente i miei utensili devono uscire di casa) ma quello di avere tali utensili in ordine e a portata di mano. Prima, erano posti in un bauletto e ogni volta che decidevo di creare qualcosa es. un biglietto d'auguri, era più il tempo impiegato a tirar fuori e riporre quanto necessario che non quello dedicato al creare e ciò finiva per condizionare la mia voglia di creare. La borsa ospita ora gli utensili scrap (timbri, fustelle, forbici ecc. ecc.) e si trova sul ripiano delle borsette (visto che è una borsa) nel guardaroba del corridoio, più avanti forse dovrò trovarle un'altra collocazione, perchè essendo alta, ruba spazio ai cappotti appesi sopra (ora il problema non si pone perchè le giacche estive sono corte), ma non sarà un problema e in ogni caso sarà sempre meglio che avere tutti gli utensili nel bauletto.
Sono molto felice e grata a Beba e a Elisabetta!!!
Tuesday, April 17, 2007
Riflessioni scrap
Spesso visito blog di altre scrappers e così girovagando mi sono convinta di essere una scrapper anomala, per una serie di motivi che ora tento di illustrare.
- Non frequento circoli;
- Non partecipo a sfide;
- Non mi va di scrappare per gli altri (CJ o cose simili - al massimo posso prendere parte da uno swap di ATCs): ho già poco tempo per me... certo se scrappassi per gli altri, gli altri scrapperebbero per me, ma se poi le loro cose non mi piacciono?? Lo scrapbooking è un'attività troppo personale e scrappare temi astratti mi pare una perdita di tempo (voglio dire io scrappo le fotografie delle vacanze - non la felicità - ed è una cosa che nessuno può fare per me);
- Non ho mai fatto una pagina 30 x 30 cm e la creazione di LOs non mi gratifica particolarmente (preferisco la produzione di cards).
Monday, September 25, 2006
Perchè questo nome
Inventare un nome è cosa difficilissima!!!
Pensa e ripensa, idee zero.
A un certo punto la musa ha parlato: avete presente le tazze per la colazione con i nomi che si acquistano nei negozi di souvenir??? Alcune edizioni a ogni nome abbinano un aggettivo lasciando intendere che tutte le persone che si chiamano in quel modo hanno quel pregio (immagino i difetti siano banditi, v’immaginate “XYZ il cafone”, “ZYX la maleducata” ??!!??); io ne ho una, acquistata in Svizzera, che recita “Julia die Funkelnde”, Giulia la scintillante, appunto.
La persona che era con me al momento dell’acquisto ha detto che era un abbinamento veramente azzeccato. Alla fine mi è parso un bel nome per il blog. Anche se in questo momento il numero delle scintille è un po’ ridotto.
Pensa e ripensa, idee zero.
A un certo punto la musa ha parlato: avete presente le tazze per la colazione con i nomi che si acquistano nei negozi di souvenir??? Alcune edizioni a ogni nome abbinano un aggettivo lasciando intendere che tutte le persone che si chiamano in quel modo hanno quel pregio (immagino i difetti siano banditi, v’immaginate “XYZ il cafone”, “ZYX la maleducata” ??!!??); io ne ho una, acquistata in Svizzera, che recita “Julia die Funkelnde”, Giulia la scintillante, appunto.
La persona che era con me al momento dell’acquisto ha detto che era un abbinamento veramente azzeccato. Alla fine mi è parso un bel nome per il blog. Anche se in questo momento il numero delle scintille è un po’ ridotto.
Perchè questo blog
Questo blog viene alla luce in un momento molto particolare della mia vita: Alessandro ed io aspettiamo il nostro primo figlio, sono all’8° mese di gravidanza.
La mia condizione (chi mi conosce, sa di cosa si tratta, chi non mi conosce, sarà felice di sapere che non fornirò dettagli medici…) mi costringe al riposo forzato: letto-divano-poltrona (il concedo di maternità è stato preceduto da alcune settimane di malattia, per cui sono a casa da fine agosto), unica uscita concessa, quella per recarmi al corso pre-parto.
Il blog è un modo per sentirmi meno sola, in un momento in cui essere malinconici non fa bene, un’opportunità per stare in contatto con gli amici o conoscerne di nuovi, mettendo al tempo stesso ordine tra le mie cose. Spero di poterlo aggiornare spesso, per il momento inserirò soprattutto testi e fotografie relativi alle mie produzioni creative, con la nascita del bimbo, credo che avrò voglia di raccontare qualcosa di lui e di me nel nuovo ruolo di mamma. Ma forse non avrò tempo di raccontare nulla… chissà… forse questo blog ha i giorni contati… non riesco a valutare bene l’impatto che l’arrivo del bimbo avrà nella mia vita.
La mia condizione (chi mi conosce, sa di cosa si tratta, chi non mi conosce, sarà felice di sapere che non fornirò dettagli medici…) mi costringe al riposo forzato: letto-divano-poltrona (il concedo di maternità è stato preceduto da alcune settimane di malattia, per cui sono a casa da fine agosto), unica uscita concessa, quella per recarmi al corso pre-parto.
Il blog è un modo per sentirmi meno sola, in un momento in cui essere malinconici non fa bene, un’opportunità per stare in contatto con gli amici o conoscerne di nuovi, mettendo al tempo stesso ordine tra le mie cose. Spero di poterlo aggiornare spesso, per il momento inserirò soprattutto testi e fotografie relativi alle mie produzioni creative, con la nascita del bimbo, credo che avrò voglia di raccontare qualcosa di lui e di me nel nuovo ruolo di mamma. Ma forse non avrò tempo di raccontare nulla… chissà… forse questo blog ha i giorni contati… non riesco a valutare bene l’impatto che l’arrivo del bimbo avrà nella mia vita.
Chi sono, seconda parte
Il tempo libero
Ho sempre cercato di “riempirlo” con attività stimolanti, capaci di mettermi in comunicazione con altre persone.
Negli anni 1998-1999, ho collaborato con la rivista australiana “What’s New in Italy (and the Rest of Europe)” scrivendo articoli sulle manifestazioni culturali in Italia, in lingua inglese.
Il richiamo della creatività non tarda a farsi sentire… negli ultimi anni, ho frequentato diversi corsi e, declinando le tecniche creative apprese, anche mescolate tra loro, in applicazioni sempre nuove, ho sorpreso amici e parenti creando un po’ di tutto: album dove conservo le fotografie, menù (che quando abitavo da sola ero solita appendere alla porta d’ingresso del mio appartamento quando invitavo gli amici a cena, fingendo di essere la proprietaria/cuoca di un rinomato ristorante), biglietti di auguri, ecc., il mio estro creativo ama infatti essere stimolato (e sfidato) dall’incontro con persone capaci di chiedere, abbondata la timidezza inizio quindi a mostrare i miei lavori, destinati a riscuotere un certo consenso.
Ho viaggiato molto, in Italia, in Europa e in Giappone, paese che considero la mia seconda patria, dove ho molti cari amici. I viaggi e gli incontri si sono spesso tradotti in opportunità e stimolo, a loro volta concretizzatisi in produzioni che s’ispirano a paesi e popoli diversi (come le scatole decorate impiegando autentiche carte per origami, stampate con fantasie che ricordano le stoffe dei più preziosi kimono giapponesi).
La voglia di comunicare
L’amore per le lingue straniere e la passione per le tecniche creative sono in realtà espressioni diverse di un solo grande desiderio: quello di accorciare le distanze che separano persone appartenenti ad etnie, nazionalità o classi sociali differenti, o aventi background culturali molto diversi, attraverso l’adozione di linguaggi comuni e condivisibili, al di là di ogni possibile barriera linguistica o culturale. Amo profondamente la buona cucina: sia prepararla (vale a dire cucinare), sia gustarla (vale a dire mangiare) e credo che anche questo "amore" possa essere ascritto tra le espressioni del mio desiderio di accorciare le distanze che ci seperano: non è forse vero che a tavola le distanze si fanno più brevi?? Anche il mio interesse più recente, il canto (dopo aver frequentato il corso propedeutico di coralità e vocalità de “I Civici Cori” della città di Milano, dal 1999 al 2004 ho infatti cantato nel gruppo Palestrina dei medesimi cori, come soprano) è espressione di tale “voglia di comunicare” in un mondo senza confini.
Ho sempre cercato di “riempirlo” con attività stimolanti, capaci di mettermi in comunicazione con altre persone.
Negli anni 1998-1999, ho collaborato con la rivista australiana “What’s New in Italy (and the Rest of Europe)” scrivendo articoli sulle manifestazioni culturali in Italia, in lingua inglese.
Il richiamo della creatività non tarda a farsi sentire… negli ultimi anni, ho frequentato diversi corsi e, declinando le tecniche creative apprese, anche mescolate tra loro, in applicazioni sempre nuove, ho sorpreso amici e parenti creando un po’ di tutto: album dove conservo le fotografie, menù (che quando abitavo da sola ero solita appendere alla porta d’ingresso del mio appartamento quando invitavo gli amici a cena, fingendo di essere la proprietaria/cuoca di un rinomato ristorante), biglietti di auguri, ecc., il mio estro creativo ama infatti essere stimolato (e sfidato) dall’incontro con persone capaci di chiedere, abbondata la timidezza inizio quindi a mostrare i miei lavori, destinati a riscuotere un certo consenso.
Ho viaggiato molto, in Italia, in Europa e in Giappone, paese che considero la mia seconda patria, dove ho molti cari amici. I viaggi e gli incontri si sono spesso tradotti in opportunità e stimolo, a loro volta concretizzatisi in produzioni che s’ispirano a paesi e popoli diversi (come le scatole decorate impiegando autentiche carte per origami, stampate con fantasie che ricordano le stoffe dei più preziosi kimono giapponesi).
La voglia di comunicare
L’amore per le lingue straniere e la passione per le tecniche creative sono in realtà espressioni diverse di un solo grande desiderio: quello di accorciare le distanze che separano persone appartenenti ad etnie, nazionalità o classi sociali differenti, o aventi background culturali molto diversi, attraverso l’adozione di linguaggi comuni e condivisibili, al di là di ogni possibile barriera linguistica o culturale. Amo profondamente la buona cucina: sia prepararla (vale a dire cucinare), sia gustarla (vale a dire mangiare) e credo che anche questo "amore" possa essere ascritto tra le espressioni del mio desiderio di accorciare le distanze che ci seperano: non è forse vero che a tavola le distanze si fanno più brevi?? Anche il mio interesse più recente, il canto (dopo aver frequentato il corso propedeutico di coralità e vocalità de “I Civici Cori” della città di Milano, dal 1999 al 2004 ho infatti cantato nel gruppo Palestrina dei medesimi cori, come soprano) è espressione di tale “voglia di comunicare” in un mondo senza confini.
Chi sono, prima parte

Cenni anagrafici
Mi chiamo Giulia, sono nata l’11 dicembre 1968 a Milano, città che amo e dove tuttora risiedo, con mio marito Alessandro, sposato nella primavera 2005, creo e lavoro (in una casa farmaceutica).
Gli studi
Fin da piccola ho dimostrato di amare particolarmente pasticciare con carte colorate, pennarelli, forbici e colla; l’apparente mancanza di talento artistico, vale a dire l’incapacità di disegnare a mano libera, mi ha portato tuttavia a compiere scelte che sembravano allontanarmi dalla creatività: nel luglio 1987 ho conseguito il diploma di Perito Aziendale e Corrispondete in Lingue Estere e nel giugno 1992 il diploma universitario dell’Is.M.E.O., ora Is.I.A.O., in lingua e cultura giapponese, al termine del corso triennale, serale. Nell’estate del 1992, a Tokyo, ho frequentato il corso di storia (The Development of Japanese Civilization) e quello di teatro (Topics in Japanese Literature: Theatre) della Summer Session of Asian Studies, presso la Sophia University. Durante l’anno accademico 1994-1995 ho perfezionato la mia conoscenza della lingua tedesca frequentando un corso avanzato presso il Deutsch-Institut a Milano.
Il lavoro
Nel frattempo, era il lontano 1988, sono stata assunta da un’importante azienda leader nelle forniture di strumentazione scientifica, dove, attribuendo al lavoro il valore di strumento diretto di realizzazione, ho lavorato con impegno fino al 1995, ottenendo importanti soddisfazioni professionali. Si susseguono altri impieghi, fino all’ottobre 2001, allorquando entro in contatto con la piccola casa farmaceutica, presso la quale lavoro tuttora, in qualità di assistente alla Direzione Commerciale.
Mi chiamo Giulia, sono nata l’11 dicembre 1968 a Milano, città che amo e dove tuttora risiedo, con mio marito Alessandro, sposato nella primavera 2005, creo e lavoro (in una casa farmaceutica).
Gli studi
Fin da piccola ho dimostrato di amare particolarmente pasticciare con carte colorate, pennarelli, forbici e colla; l’apparente mancanza di talento artistico, vale a dire l’incapacità di disegnare a mano libera, mi ha portato tuttavia a compiere scelte che sembravano allontanarmi dalla creatività: nel luglio 1987 ho conseguito il diploma di Perito Aziendale e Corrispondete in Lingue Estere e nel giugno 1992 il diploma universitario dell’Is.M.E.O., ora Is.I.A.O., in lingua e cultura giapponese, al termine del corso triennale, serale. Nell’estate del 1992, a Tokyo, ho frequentato il corso di storia (The Development of Japanese Civilization) e quello di teatro (Topics in Japanese Literature: Theatre) della Summer Session of Asian Studies, presso la Sophia University. Durante l’anno accademico 1994-1995 ho perfezionato la mia conoscenza della lingua tedesca frequentando un corso avanzato presso il Deutsch-Institut a Milano.
Il lavoro
Nel frattempo, era il lontano 1988, sono stata assunta da un’importante azienda leader nelle forniture di strumentazione scientifica, dove, attribuendo al lavoro il valore di strumento diretto di realizzazione, ho lavorato con impegno fino al 1995, ottenendo importanti soddisfazioni professionali. Si susseguono altri impieghi, fino all’ottobre 2001, allorquando entro in contatto con la piccola casa farmaceutica, presso la quale lavoro tuttora, in qualità di assistente alla Direzione Commerciale.
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